Cos'è la Magiritsa? - Grecia Vera

Cos'è la Magiritsa?

Immaginati questa situazione: hai fatto digiuno per quasi 50 giorni (durante la Quaresima).

Non hai sentito il profumo della carne cotta o arrostita per la stessa quantità di tempo, ovvero a partire dal periodo di Carnevale.

Non saresti dispostə a mangiare qualunque cosa che abbia della carne dentro?

Ok, forse no perché magari segui una dieta vegetariana o vegana.

Fair enough.

Ma supponi di avere anche la carne nella tua dieta: dopo tutto quel tempo non ti verrebbe voglia di mangiare qualunque cosa che abbia della carne dentro?

Ecco, questo è il motivo per cui si mangia ancora oggi la μαγειρίτσα (magirìtsa), nonostante per molti abbia un aspetto non troppo invitante.

Ma cos’è la Magiritsa poi?

Scopriamolo assieme!

Indice

Cos’è la Magiritsa?

La magiritsa, la zuppa di interiora greca che si prepara a Pasqua subito dopo la messa di mezzanotte

La magiritsa è una zuppa fatta di interiora di agnello e/o capra alla quale si aggiungono anche delle erbe, la quale si mangia subito dopo la messa di mezzanotte di Pasqua.

Quali interiora?” ti stai sicuramente chiedendo.

In teoria solo fegato e intestino.

Non voglio mentirti: solo il pensiero di mangiare una zuppa di interiora a me fa abbastanza senso.

C’è un ma, però.

Non dare troppo credito alle foto che vedrai su Google perché in realtà, se fatta come si deve, la magiritsa ha l’aspetto di una zuppa normalissima.

Io l’ho assaggiata per la prima volta a Tinos, ma da quella volta lì non passa una Pasqua dove non la mangio 🤷‍♂️

Ci sono ovviamente variazioni sul tema, nel senso che la ricetta varia un po’ a seconda delle regioni:

  • A Patrasso, nel Peloponneso (e in molti altri luoghi), si usa abbinarla all’αυγολέμονο (un liquido composto da uova e limone, proprio come dice il nome)
  • A Corfù, nelle isole ionie, c’è la variante τσιλικούρδα, con molte altre interiora oltre a quelle che ti ho citato sopra
  • A Salonicco, in Macedonia, infine, preferiscono prepararla solo con il fegato

Se ti interessa approfondire il discorso delle tradizioni pasquali in giro per la Grecia, ho scritto un post dedicato solo a tutte le variazioni locali.

Quando si mangia la Magiritsa

Riavvolgiamo il nastro un attimo e capiamo come ci siamo arrivati a questa zuppa dal contenuto poco invitante.

Come ben sai, i Greci, o almeno quelli più religiosi, si astengono interamente dalla carne nei 48 giorni della Quaresima, ovvero sia il periodo che inizia con Kathara Deftera (il primo giorno di quaresima), che passa per tutte le 7 settimane di “attesa”, per arrivare alla μεγάλη εβδομάδα (ovvero sia la settimana santa).

Il giorno di Pasqua è quello dove si griglia l’impossibile (agnello, capretto, κοκορέτσι, etc), ma ovviamente le preparazioni di tutti questi animali cominciano già almeno un giorno prima.

E siccome anche per questi animali non si butta mai via niente, un po’ come nel caso del maiale, tutte queste interiora vanno usate in quale modo.

Come?

Ci si fa una zuppa, ovvero la μαγειρίτσα 🎉

E siccome (in teoria) non si dovrebbe grigliare nulla fino allo scoccare della mezzanotte, il greco medio affamato di carne che si dirige verso la taverna dopo la messa di mezzanotte, deve avere qualcosa da mettere sotto i denti prima di aspettare che un intero agnello sia arrostito.

Da qui l’estrema utilità della magiritsa.

E’ solitamente il piatto che viene servito dopo eventuali antipasti, ma sicuramente prima della pietanza principale, ovvero la carne arrosto.

Un po’ come la lagàna del Kathara Deftera, anche la magirìtsa non viene mai cucinata fuorché la notte di Pasqua, quindi se hai l’occasione provala e non pensarci due volte!

La simbologia della Magiritsa

Last but not least, gli ingredienti della magiritsa hanno anche un loro simbolismo.

Le erbe amare che si mettono dentro sono un ricordo che spesso nell’Ebraismo si utilizza per ricordare la schiavitù dell’Egitto.

Il nome Πάσχα (Pasqua) infatti non è affatto una parola greca, bensì e di origine ebraica.

E il significato di questa parola è quello del passaggio o uscita sostanzialmente.

Risorgere significa passare a nuova vita, un po’ come durante l’esodo verso la terra promessa.

Per le interiora non sono ancora riuscito a scoprire il significato profondo, ma qualcosa mi dice che sia pura necessità perché il giorno dopo si arrostisce tutta quella carne 😆

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