Lo tsougrisma: la battaglia delle uova rosse - Grecia Vera

Lo tsougrisma: la battaglia delle uova rosse

Lo tsougrisma (τσούγκρισμα) è una delle tradizioni della domenica di Pasqua che porta insieme tutta la famiglia in una battaglia giocosa in cui vince chi rompe tutte le uova dell’avversario.

Durante la μεγάλη εβδομάδα (la settimana santa), assieme alle λαμπάδες (lambades), vedrai ovunque uova rosse in giro per la Grecia, ma perché?

E soprattutto che significato ha questa lotta amichevole in cui le armi a disposizione sono delle semplici uova colorate?

C’è molta simbologia dietro a questo rituale e oggi ti racconto tutto nel dettaglio.

Πάμε!

Indice

I greci e le uova rosse

First thing first.

Le uova rosse che si usano per lo tsougrisma non sono uova comuni. Sono uova bollite e poi colorate tipicamente di rosso, ma c’è anche chi si sbizzarrisce in decorazioni particolari.

Se ti stai chiedendo come si fa a colorare delle uova di rosso, la risposta è molto semplice in realtà: esistono coloranti alimentari che aggiungi all’acqua in cui stai bollendo le uova e il gioco è fatto. Nel caso poi in cui tu non voglia utilizzare dei coloranti, c’è un’altro metodo infallibile: la parte più scura della pelle delle cipolle rosse (tipo quelle di Tropea per capirci). Ovvio, in questo secondo caso il risultato finale resterà un po’ più tendente al viola però non è infrequente vedere queste uova.

Tipicamente le uova rosse che poi si useranno per lo τσουγκρισμα si preparano il giovedì santo, ovvero lo stesso giorno in cui tradizionalmente si prepara lo tsoureki.

Perché?

Le tradizionali uova rosse pasquali greche usate per lo tsougrisma

E’ una questione pratica essenzialmente: perché lo tsoureki pasquale al centro ha sempre un uovo, quindi devi aggiungerlo prima di cuocerlo, molto banalmente 😄

Ti parlo di tutte le bontà da assaggiare a Pasqua in Grecia in un post dedicato.

Dato che la stragrande maggioranza di Greci ovviamente lavora ancora il giovedì santo e può rientrare al proprio villaggio soltanto il venerdì santo (giorno dell’Epitaffio), molto spesso la preparazione di entrambe le cose slitta di un giorno.

La cosa importante per le famiglie greche è che questo è il primo momento in cui ci si trova tutti insieme e si preparano le uova rosse. E’ ovviamente un momento per portare i nipoti vicino alle γιαγιά (nonne) per insegnar loro tutti i trucchi imparati in una vita passata a colorare uova per la domenica di Pasqua.

La tradizione dello Tsougrisma

Una volta che queste uova sono pronte poi, non è che ce le si tenga tutte a casa.

Giammai.

Ogni famiglia greca tinge di rosso decine di uova perché quando ci si trova per strada, quando si va a fare visita o quando si riceve visita da qualcuno, si regalano delle uova rosse ovviamente.

Ma ora veniamo al clou, ovvero la battaglia con le uova vera e propria.

Ovviamente non esistono regole standard, è più una sorta di torneo highlander, vince chi sopravvive col proprio uovo intatto.

Inizialmente ognuno prende l’uovo che reputa possa portarlo fino alla fine del “torneo” e a due a due si comincia a sbattere un uovo rosso contro quello dell’avversario. Vince la battaglia singola chi resta con l’uovo intatto.

Si procede così tra chi ha ancora uova rosse integre finché non ne resta solo uno, ovvero il vincitore.

Ovviamente ci sono trucchi e accorgimenti per vincere, i quali hanno più a che vedere con la fisica che con altro, però ovviamente c’è anche chi tratta le uova con procedimenti particolari per renderle più resistenti all’impatto.

Per la mia (scarsa) esperienza, la cosa migliore per vincere è poter incocciare per primo l’uovo e soprattutto cercare di colpire una parte piatta dell’uovo “avversario” con la propria parte appuntita.

Ma ovviamente la vittoria non è mai garantita.

Questa battaglia delle uova rosse, lo tsougrisma appunto, avviene tipicamente la domenica di Pasqua al mattino mentre si fa colazione o prima di pranzo dato che poi tanto queste uova verranno mangiate.

Tutte le uova tinte di rosso e avanzate logicamente non si buttano via, infatti per una famiglia greca media, nei giorni dopo Pasqua ci sarà sempre da mangiare qualche uovo sodo avanzato dalla settimana santa.

Uova tinte di rosso assieme ai koulouri, i biscotti pasquali

L’episodio del Vangelo

Ma quindi perché le uova rosse? Da dove provengono?

Pare che l’episodio evangelico a cui facciano riferimento sia legato al momento in cui Maria Maddalena, dopo essere andata al sepolcro ed aver testimoniato in prima persona che Gesù era risorto, corse dai suoi fedeli discepoli.

Arrivata da loro, riferì a Pietro (uno dei favoriti) ciò che vide e quest’ultimo, non esattamente convinto della veridicità di ciò che diceva Maddalena, disse:

Crederò a quello che dici solo se le uova che hai nel paniere diventeranno rosse

E istantaneamente pare che le uova che Maria Maddalena portava con se, divennero interamente rosse.

Cosa simboleggiano le uova rosse

La tradizione dello tsougrisma, peraltro, nasce sostanzialmente in Mesopotamia e da lì si allarga piano piano a tutto il mondo ortodosso, fino ad arrivare alla Siberia: oggi infatti questa non è una tradizione esclusivamente greca.

Le uova hanno sempre avuto un certo legame simbolico con la nascita, ma soprattutto con la rinascita. Per questo sono utilizzate proprio in questo frangente dell’anno in cui tutta la natura rinasce, e contestualmente il cristianesimo ha anche inserito la Pasqua, il giorno di rinascita per eccellenza.

Il rosso, invece, è come sempre il simbolo del sangue, in questo caso di Cristo, una sorta di rafforzativo simbolico del fatto che non è risorto uno qualunque, bensì il figlio di Dio.

Il rompere le uova, invece, mima metaforicamente la rottura del sepolcro in cui Gesù era stato seppellito, per rinascere a nuova vita. Parimenti, il sottile involucro che, sempre metaforicamente, tiene tutta la razza umana schiava della morte, presto verrà rotto dalla venuta di Cristo.

Peraltro in Grecia il primo uovo tinto per ogni casa viene dedicato alla Vergine Maria e non è assolutamente da utilizzare per lo tsougrisma: questo uovo rosso particolare viene tipicamente messo tra le radici di un albero perché si crede che porti fertilità a tutto il raccolto.

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