Esplorare nuove isole o tornare su quelle conosciute? - Grecia Vera

Esplorare nuove isole o tornare su quelle conosciute?

Roberto Cortese

Oggi ho deciso di scrivere una piccola riflessione su un problema che fino all'anno scorso forse non mi sarei nemmeno posto perché la soluzione era scontata per me.

Tornare sulle isole greche he già conosciamo oppure visitarne sempre di nuove?

Sicuramente un problema del "primo mondo", e già di per se sono contento di avere questo genere di dubbio perché significa che mi posso permettere di viaggiare molto se mi pongo questa domanda.

La questione però resta e può essere generalizzata a qualunque destinazione, non solo la Grecia.

Indice

Il (mio) dubbio amletico

Da che viaggio per la Grecia, ovvero una ventina d'anni ormai, non mi è mai passato per la testa di ritornare nello stesso posto.

Mai.

Perché dopo le prime volte che sbarchi in Grecia e ti assuefai a quella sensazione a metà tra l'adrenalina e l'ossitocina (quindi eccitamento e piacevole relax), non ti viene in mente di tornare in un posto che potrebbe privartene siccome l'hai già visto.

Parlo in seconda persona ma in realtà sto parlando di me stesso.

Senza contare che ogni volta che guardi la cartina della Grecia e sai che più o meno ti ci vuole sempre almeno una settimana per conoscere un'isola, capisci automaticamente che non ti basteranno tre vite per poterle vedere tutte quante.

E quindi per quello manco ci pensi.

Personalmente, poi, non ho mai capito il motivo di tornare nello stesso posto e fare le stesse identiche cose. Per un millennial come me è un sonoro spreco di tempo e nient'altro.

Quasi meglio stare a casa che rifare la stessa cosa già fatta.

Ok, forse qua sto esagerando, but you know what I mean.

Anyway, facciamo un salto al 2021.

Quest'anno cambia qualcosa e per la prima volta in quasi vent'anni di Grecia mi trovo a tornare sulla stessa isola (Hydra) non solo per due volte, bensì per tre volte nello stesso anno.

E al rientro mi accorgo che non è stato poi così male.

Quindi il dubbio ha senso e va sviscerato, imo.

Per razionalizzare questa cosa, ho deciso di dividere tutto il ragionamento in due, partendo dai pro e passando poi ai contro al tornare nello stesso luogo. Alla fine farò un piccolo bilancio di quello che ho imparato.

 Nonno su asino ad Amorgos

Ragioni per tornare sulle isole già viste

Sai cosa ti aspetta

Questo è forse il motivo principale per cui torniamo in uno stesso luogo di vacanza.

Noi esseri umani siamo animali costruiti sulla base di abitudini. Il che ha molto senso, perché rende meno rischiosa la vita.

Ma quando l'ignoto è proprio ciò che affascina dell'esperienza? I ruoli si ribaltano di colpo e personalmente non so più da che parte penda la bilancia.

Conosci già i locali

Inevitabilmente, avere conoscenza pregressa di un luogo significa instaurare tutta una serie di rapporti umani con le realtà locali, a partire dai luoghi fino ad arrivare alle persone.

E siccome siamo anche animali sociali (oltre ad abitudinari), è un attimo che vogliamo tornare dove sappiamo al riparo.

E questo è sempre stato un punto debole del cambiare continuamente destinazione, perché significa non poter ritrovare le persone che hai conosciuto e con cui hai condiviso esperienze indimenticabili.

Rivedere i luoghi del tuo cuore è un balsamo

Sai meglio di me che in Grecia ci sono dei luoghi di una bellezza grezza che non ha pari in tutto il resto d'Europa.

E quando vedi posti come Porto Katsiki a Lefkada, Myrtos a Cefalonia, la Chozoviotissa ad Amorgos, il Partenone ad Atene, etc, allora poter tornare a rimirare questi gioielli ti mette in pace con il mondo.

E però come la mettiamo con tutte le altre gemme che ancora non hai visto?

Puoi andare sempre più a fondo nell'esplorazione

Uno degli aspetti più positivi in assoluto del tornare nello stesso luogo (per quel che mi riguarda almeno) è il fatto di poter continuare l'esplorazione.

Perché francamente, quando approcci una nuova isola e hai una settimana, tipicamente sai che non riuscirai a conoscerla in tutti i suoi sentieri, taverne e kafeneio.

Quindi ammettere subito in prima battuta che non riuscirai a vedere tutto, ti consente di prendere le cose per gradi e cominciare a esplorare la superficie, per poi lasciare gli approfondimenti per la volta successiva.

Ammesso che ci sarà, Ça va sans dire.

Provare esperienze che accadono solo una volta all'anno

Qui mi vengono in mente tutte quelle esperienze che accadono fuori dalla bella stagione o comunque fuori dalle date in cui posso visitare un'isola.

Faccio un esempio che è più facile.

A me piace correre e una delle esperienze che trovo più autentiche perché ti mette in contatto con i locali sono le gare di trail running che sono organizzate più o meno da tutte le isole.

Che però sono organizzate intenzionalmente fuori dalla stagione turistica per "allungarla".

Oppure le celebrazioni dei monasteri più importanti, come quello del Monastero di Profitis Ilias a Hydra, che cade il 20 di luglio, che non è propriamente alta stagione.

Ecco, in tutti questi casi, ha molto senso tornare a rivisitare le isole perché ti consente di vivere una dimensione diversa da quello a cui sei solitamente abituato d'estate.

E' comodo (meno sbatti a organizzare)

Ultimo, e non meno importante motivo, il grosso dell'organizzazione di una vacanza sta proprio nel fatto di non avere idea di dove sia meglio stare a dormire, della nave da prendere, di non conoscere abbastanza dettagli per formulare un piano d'azione efficace.

Cose più o meno tutte risolte quando si tratta di tornare su un luogo già ampiamente esplorato.

 vitigni attorcigliati a Santorini

Ragioni per scegliere isole nuove

Mi fa già sorridere il fatto che sono riuscito a trovare tutti questi buoni motivi per tornare su un'isola già vista, io che fino all'altro ieri non ci pensavo nemmeno da distante.

Vediamo se riesco a fare altrettanto con le isole nuove.

Ci sono talmente tante isole da esplorare

Che poi è un po' il discorso che facevo in apertura di questo post di riflessione.

Ogni volta che apro Google Maps e vedo quante isole ancora mi manca da esplorare mi viene male.

Perché temo che nello spazio di una vita probabilmente non riuscirò a vederle tutte e la cosa mi disturba altamente.

Il che mi fa sentire anche un po' malato per la Grecia, ma probabilmente anche tu ti ritrovi in quello che dico se stai leggendo 😜

Almeno siamo in due, ma sono sicuro che tutta la community la pensa così.

Conoscere nuove persone e nuove abitudini locali

Andare su isole e luoghi sconosciuti significa una delle cose per cui vale la pena di vivere: scoprire usi e costumi locali nuovi.

E sai bene quanto mai sia vera questa cosa in Grecia.

Perché si, mangiano tutti la feta, però un piatto che trovi nell'Epiro, di sicuro non lo trovi nel Dodecaneso. Così come una vista sul mare non è la stessa due volte, sebbene in entrambi i casi ti trovi presso una cappella di Profitis Ilias.

Questo è il motivo vero per cui viaggio. Questo è il motivo vero per cui ho anche iniziato con Grecia Vera.

Amo conoscere gli usi locali e fare in modo che tutti quelli che la vedono come me abbiano accesso a questa conoscenza.

Fa parte del mio infinite game

Scoprire nuovi posti, ovvero imparare, è il mio infinite game.

C'è questo libro filosofico concettualmente interessante di James Carse chiamato appunto Finite and Infinite Games.

In buona sostanza, un gioco infinito non ha confini, ha regole in continua trasformazione e lo definisce proprio il fatto che i giocatori debbano dedicarci la vita per consentire allo stesso di esistere e di evolversi.

Il tutto in contrapposizione al gioco finito, ovvero quello che ha limiti ben definiti, non richiede la vita del giocatore (in quanto limitato nel tempo) e dove esiste sempre un vincitore ben definito.

Se vedere un'isola è il gioco finito, imparare dalla cultura greca è invece quello infinito, almeno per me.

Quindi è un po' una cosa che non posso evitare.

 Coppia che guarda Atene dal Filopappo

Conclusione

Ora è arrivato il momento della conclusione dello sproloquio.

E ancora mi fa abbastanza sorridere il fatto che non sia riuscito a trovare altrettante buone motivazioni per scoprire nuovi posti come invece avrei pensato quando ho approcciato la stesura di questo post.

Forse sto cambiando.

Forse non è poi così male ritornare negli stessi posti.

Quello che ho imparato da questo 2021 sono sostanzialmente due cose.

In medio stato virtus (est)

Numero uno: la verità sta nel mezzo ed è importante ricordarsene.

Non c'è un giusto e uno sbagliato, solo qualcosa che si adatta meglio all'io presente.

Perché ci sono momenti in cui siamo più predisposti al rischio, alla scoperta e ad essere aperti, mentre poi ce ne sono altrettanti in cui siamo più difensivi, riflessivi e con necessità di sicurezza.

L'importante è capire quale momento stiamo vivendo e non cercare di forzare l'altro.

L'importante è portare avanti il percorso di scoperta

Secondo: l'importante è solo continuare a scoprire.

Tornando a Hydra così tante volte quest'anno mi sono accorto che potrei tornarci ancora una decina di volte, pur avendo ancora molto da scoprire.

Perché ogni volta che torno, parlo con un locale nuovo che mi suggerisce una certa esperienza, oppure mi accorgo di un dettaglio che prima non mi era balzato all'occhio. Banalmente, ho più tempo da dedicare a esperienze prima depennate perché avevo meno tempo a disposizione.

Quindi alla luce di questo importa davvero decidere se andare in un luogo nuovo o uno già visitato?

Forse no, almeno fintanto che ti spingi al limite della tua conoscenza pregressa.

O almeno per ora la penso così, ma come ti anticipavo, sto cambiando 😉

E tu invece cosa ne pensi del dubbio amletico? Fammi sapere nei commenti perché questa è una conversazione!

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