Perché Profitis Ilias è sempre la chiesa più alta? - Grecia Vera

Perché Profitis Ilias è sempre la chiesa più alta?

Roberto Cortese

Una curiosa coincidenza 😏

La prima volta che metti piede in su un'isola greca è probabile che ti imbatterai con lo sguardo su una chiesetta piccola, bianca, e soprattutto sulla cima di una collina.

Ma in fin dei conti non te ne preoccupi più di tanto perché, specialmente sulle isole, spesso ci sono più chiese che abitanti.

La seconda volta che ci torni, fai caso al nome.

Perché probabilmente ti sei accorto dalla mappa che c'è una chiesetta sul punto più alto dell'isola oppure dei paraggi.

E quel nome è sempre lo stesso peraltro, o meglio il santo a cui è dedicata lo è. Che poi a essere pistìni non si tratta nemmeno di un santo ma di un profeta.

Il famoso Profitis Ilias.

Magari lasci perdere per qualche tempo, ma inevitabilmente quel tarlo di domanda che ti frulla per l'anticamera del cervello si rinforza sempre di più man mano che esplori la Grecia.

Perché tutte le chiese più alte sono dedicate a Profitis Ilias?

Oppure, riformulando, per quale motivo Profitis Ilias è sempre la chiesa più in alto di tutte?

Ci deve essere un motivo, anche se mai nessuno lo spiega.

Il motivo c'è, in effetti.

Oggi te lo racconto.

Indice

Il profeta Elia

Partiamo innanzitutto dal capire chi fu il Profeta Elia.

Nel caso fossi totalmente a digiuno di religione cristiana, i profeti sono tutte quelle figure di spicco che sono vissute prima della nascita di Cristo e che, appunto, ne hanno profetizzato la nascita prima che accadesse.

Nel caso specifico, Elia è generalmente collocato tra il nono e decimo secolo avanti Cristo, ovvero durante i secoli bui che seguono la fine dell'età del bronzo.

Un periodo in cui i Fenici spadroneggiavano nel Mediterraneo e il loro potentato comprendeva anche i territori dell'attuale Israele, ovvero proprio da dove proveniva Elia.

Elia avrebbe trascorso la sua vita nella continua battaglia contro gli dei Fenici, di cui Baal era uno di quelli preponderanti.

Si dice che Elia avesse poteri straordinari, tra cui far piovere fuoco dal cielo, inviare siccità e anche resuscitare i morti. Non deve stupire il fatto che alcune dei suoi poteri fosse così aggressivo, in fin dei conti il famoso porgi l'altra guancia è qualcosa che arriva solamente con il Nuovo Testamento. Nella Bibbia non c'è posto per tutti, bensì solo per l'uno. Mors tua vita mea.

La leggenda vuole che per premiarlo per il suo valore e gli sforzi dedicati alla causa, il Dio cristiano lo avrebbe fatto ascendere al cielo vivo, in un carro di fuoco.

E già qui ci sarebbe da aprire un parallelo con l'ascesa del semidio Ercole nell'Olimpo. Ma non lo farò perché se no ci perdiamo.

Ma la cosa importante è proprio quel carro, con cui spesso è raffigurato nell'iconografia.

Il carro infuocato di Profitis Ilias

Il carro di fuoco

Storicamente, ci si riferisce al carro del fuoco quando si parla del carro del sole, ovvero quello guidato da Apollo, dio incaricato di trasportare il sole nel cielo, appunto.

Come forse sai, in greco sole si dice ήλιος (ìlios).

Non serve un genio a capire che la tradizione di Elia, in greco Ήλιας (Ilias), sia stata costruita proprio sopra l'entità del dio del sole.

Questo procedimento concettuale messo in piedi dalla religione Cristiana è stato un po' la chiave del proprio successo. If you can't win them, join them, si direbbe in inglese.

E' molto più semplice riutilizzare le stesse tradizioni (anche religiose) cambiandogli il nome, piuttosto che introdurne di nuove.

Similmente, non è assolutamente casuale che Gesù Cristo sia nato il 25 dicembre. In questo periodo dell'anno, nella Roma antica, si festeggiava già infatti il Dies Natalis Solis Invictus, anch'esso ereditato da ulteriori riti preesistenti che si basavano sulla semplice osservazione del solstizio di inverno.

Nel periodo attorno al 23 dicembre (ora diventato il 21 per via dell'inversione apparente del moto solare) la quantità di luce giornaliera era al minimo e il 25 si cominciava a notare una rinascita, dunque quale giorno migliore per celebrare la vittoria della vita contro la morte.

Ci sarebbero mille altri esempi (tipo Pasqua e l'equinozio), but you get the point.

Illustrazione della chiesa di Profitis Ilias

A cavallo tra politeismo e monoteismo

Altre fonti dicono invece che Elia fosse un marinaio, il quale però il mare avrebbe rischiato di annegare talmente tante volte che si sarebbe deciso a ritirarsi in un posto dove gli abitanti neanche sapessero cosa fosse il mare.

Vagò infatti con il suo remo fintanto che arrivò in cima ad una montagna dove chiese ai locali se sapessero cosa fosse che stava trasportando. Dato che la risposta fu "un palo di legno", Elia capì di essere sufficientemente lontano dal mare e decise di ritirarsi in ascesi da quelle parti.

Piccola parentesi: solo a me questo episodio ricorda da vicinissimo il vaticinio di Tiresia a Ulisse quando scende nell'Ade? Manca solo che qualcuno gli dicesse di immolare un toro, un ariete e un verro per avere sovrapposizione esatta.

Torniamo a noi. Anzi a Elia.

La cima di una montagna è un luogo particolarmente conveniente in quanto il più vicino a Dio. Inoltre, nell'economia di chi profetizza che una certa religione è superiore alle altre, torna anche estremamente comodo avere un riscontro visivo che il Signore è più in alto di tutto perché alberga fisicamente nei luoghi più alti.

Proprio gli stessi luoghi dove i fenomeni naturali precedentemente creduti manifestazioni divine (particolarmente di Zeus, padre degli dei) sono più forti.

E da qui l'identificazione (o il passaggio del testimone, se preferisci) è molto facile.

La celebrazione di Profitis Ilias

Sebbene forse non ci sia una versione univoca del perché ogni chiesa sui cucuzzoli delle montagne in Grecia sia sempre dedicata a Profitis Ilias, resta il fatto che la celebrazione che la chiesa ortodossa gli riserva è una delle date più importanti.

Sebbene sia il 20 luglio, i rituali cominciano sempre il pomeriggio del giorno prima e raggiungono l'apice attorno alla mezzanotte, per poi proseguire fino all'alba.

Perché fino all'alba?

Beh, perché è quando allegoricamente il profeta Ήλιας/ήλιος torna a illuminare la Terra.

Nei miei viaggi in Grecia ho avuto l'occasione di vivere in prima persona la celebrazione che si porta avanti a Hydra al Monastero di Profitis Ilias e ne ho parlato in un altro post.

Se ti capita di essere in Grecia attorno alla metà di luglio, vale sicuramente la pena perdere una notte di sonno per vedere queste celebrazioni. Sono quelle della Grecia più autentica.

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